L’associazione

La leggera è un’Associazione Culturale fondata il 31 maggio 2001 a Doccia, nel Comune di Pontassieve (FI). Oggi ha sede legale e operativa nel Comune di Rufina (FI). I fondatori de La leggera lo furono già della formazione musicale: Suonatori terra terra, nel novembre 1998 al Podere Campicozzoli (sempre nel Comune di Pontassieve).

I soci sono suddivisi in fondatori, ordinari (soci attivi) e sostenitori (soci fruitori). Ogni anno vengono rinnovate o consegnate una serie di tessere onorarie ai soci anziani (narratori, cantori, suonatori e ballerini) e a coloro che si distinguono per la qualità del proprio contributo e l’adesione ai principi perseguiti dall’Associazione.

L’Associazione La leggera a sua volta è socio onorario della Sezione A.N.P.I. Martiri di Berceto di Rufina.

Principale guida dell’Associazione è il pensiero e il lavoro del musicologo ed etnomusicologo Marco Francesco Magistrali, a sua volta figlio dell’approccio teorico e pratico fondato in Italia da Roberto Leydi. A ciò si devono anche i contatti e gli scambi continui tra La leggera e l’Associazione Culturale E bene venga Maggio di Monghidoro (Appennino Bolognese), in particolare con i ricercatori Placida Staro e Massimo Zacchi, fondatori del locale Centro di Ricerca e Documentazione della Cultura Montanara, al fine di condividere esperienze, tesi, metodologie e azioni messe in campo.

La leggera si occupa di cultura immateriale, vale a dire dei linguaggi della musica, della danza, del canto, della narrazione, dell’immagine, del teatro di tradizione/trasmissione orale, nonché dei saperi empirici legati alle attività manuali di origine contadina, artigiana e montanara.

Svolge due funzioni essenziali:

1. ricerca, documentazione, studio e catalogazione delle fonti orali locali;

2. apprendimento, pratica, didattica e diffusione dei formalizzati orali.

Le competenze spaziano in ambito etnomusicologico, etnocorelogico e antropologico.

Attraverso il riconoscimento e il rispetto delle diversità culturali La leggera intende trasmettere memoria alle generazioni future e “coltivare” le culture tradizionali come risorsa individuale e collettiva della comunità locale odierna. Lavora per attivare strumenti e promuovere occasioni affinché gli abitanti possano tornare a produrre ed esprimere cultura del territorio.

Opera quasi esclusivamente nella propria area di riferimento, ovvero le valli appenniniche della Toscana Orientale: Val di Sieve, Casentino, Mugello, Valdarno Superiore Fiorentino (province di Firenze e Arezzo) e occasionalmente nelle valli del Farma e del Merse (provincia di Siena).

L’Associazione La leggera collabora da lungo tempo e costantemente con il C.R.ED. – Banca della Memoria dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino e con l’EcoMuseo del Casentino sia nel campo della ricerca che in quello della salvaguardia, rivitalizzazione e riattivazione del patrimonio di cultura immateriale Casentinese.

Nel 2008 ha istituito a Rufina, in collaborazione con l’Amministrazione e la Biblioteca comunali, il Centro di Ricerca e L.A.S.C.I.T.O. (La leggera Archivio Sociale della Cultura Immateriale nella Toscana Orientale) al fine di coordinare e gestire:

– ricerche sul campo e bibliografiche;

– catalogazione e studio dei materiali raccolti;

– tutela e fruizione degli archivi, nonché della biblioteca e mediateca specializzate;

– progettazione e conduzione delle attività didattiche permanenti e occasionali;

– redazione e cura delle pubblicazioni;

– direzione di progetti e produzioni, nonché di appuntamenti e iniziative varie.

Fino a oggi ha editato 12 pubblicazioni con studi su argomenti specifici, percorsi di conoscenza di materiali originali e/o elaborazioni frutto dell’appropriazione dei diversi linguaggi.

Le attività didattiche si basano su approccio intergenerazionale, percorso di apprendistato e metodologia cosiddetta a orecchio.

Il calendario dell’anno è scandito dall’organizzazione di occasioni rivolte a tutte le fasce d’età per la pratica dei linguaggi espressivi – dette veglie a canto e a ballo; di incontri di approfondimento teorico a tema – denominati Un’altra storia ai quali partecipano anche realtà e relatori esterni; e dalla riappropriazione e riattivazione di una serie di eventi tradizionali rituali (per esempio: Le maschere, la Befanata, la Zingara).

L’Associazione sostiene un insieme musicale e canoro permanente, i Suonatori della leggera, per la conoscenza, l’approfondimento e la diffusione delle tecniche stilistiche e dei repertori strumentali da ballo e canori di tradizione orale locale. Contemporaneamente promuove formazioni musicali e canore nuove, anche estemporanee, finalizzate all’inserimento di apprendisti e al coinvolgimento di cantori, suonatori e ballerini anziani. Crea infine esperienze teatrali e teatral-musicali per la realizzazione di spettacoli incentrati su temi inerenti i propri obiettivi e sul patrimonio novellistico locale.

Per maggiori approfondimenti è possibile leggere il documento pdf, Mettersi in ballo: mettersi-in-ballo


Alla leggera! La rovina! Rovinati.

Verrà la Primavera e canterà i’ cucù!

In Val di Sieve essere una leggera o uno della leggera significa ancora oggi essere persona che si barcamena tra lavori che durano poche ore, un solo giorno o una sola stagione: muratori, braccianti agricoli, avventizi… . Caterina Bueno ha fatto conoscere le leggere di Toscana con i loro repertori di canto, i viaggi in treno e appunto bagaglio leggero e tanto spirito di adattamento. Caterina “scoprì” e conobbe l’Associazione quando ancora era solo un’idea, per questo la scelta del nome La leggera, oltre a cercare di riconnettere quelli della leggera di prima con quelli di oggi, vuol essere anche un segno di riconoscenza e continuità con il suo lavoro e il suo impareggiabile sentimento.

forconi

Il logo è stato tratto da una fotografia che raffigura due forconlogo La leggerai ricavati da rami d’albero, così come usavano o usano fare ancora i contadini. Nella nostra immaginazione sono diventati anche due alberi o due persone, in ogni caso due presenze a testimonianza del fatto che la cultura nasce dalle relazioni e si basa sul rispetto reciproco delle differenze, per quanto piccole possano essere.