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Potevano mancare delle ottave sulla tragedia umana che stiamo vivendo?

Come un Re Magio venne dall’Oriente
questo vìrusse tanto sovversivo
ed ora anche in Italia gli è presente
in Lombardia s’è dimostrào cattivo
Passò i’ Po come se ‘un fusse niente
e in quà e làe s’è bell’ e fatto vivo
gli assomiglia a i’ peggio dittatore
t’inietta la paura dentro i’ còre.

L’Italia ha reso tutta d’un colore
e zona rossa è stata dichiarata
ci si parla a distanza e con timore
e la mano a nessun pol’ esser data
Con le botteghe aperte poche ore
la scuola d’ogni grado poi serrata
ognuno è stralunato e assai perplesso
costretto a star da solo con se stesso.

Chi ha fortuna approfitta pe’ fa sesso
ed altri fanno lunghe passeggiate
e c’è chi a cucinare allor s’è messo
chi dai balconi canta e fa sonate
Chi se ne frega e fòri esce lo stesso
chi le mani mille volte s’è lavate
come i’ cane legato alla catena
così si vive a stare in quarantena.

A noi però quel che ci dà più pena
son le veglie che non possiamo fare
a i’ Mulino a fa’ l’apericena
e giù a canta’, sonàre e poi ballare
Ma quando si ribalterà la scena
la vita torneremo a assaporare
qui’ giorno più abbracciati balleremo
persino in bocca allor ci baceremo.

Pietro Gheri, Filippo Marranci e Cecilia Valentini



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